Disastri aziendali
La prima causa di disastri aziendali risiede nell’avere dei disaccordi al vertice aziendale: due fratelli che litigano continuamente, il padre che non condivide le idee nuove del figlio che gli sta subentrando, tre “ex amici” che non si parlano ormai da tempo per divergenze o dissapori vari.
Più il vertice è “numeroso” più il rischio aumenta. A volte questi conflitti non sono evidenti e ciò rende la situazione ancora più pericolosa, poiché si finge che tutto vada bene solo per il timore (o la poca voglia) di dover affrontare un cumulo di disaccordi ormai consolidati negli anni.
Cosa ne potrebbe conseguire da questo genere di situazioni? Spesso il fallimento dell’azienda stessa, ma in genere gli effetti più evidenti sono:
disorganizzazione aziendale a causa di ordini incrociati o mai dati ai collaboratori.
malumore diffuso per il clima di continua tensione.
fazioni tra i vari settori aziendali o tra gruppetti di persone.
grandi sprechi di materiali, di tempo, di risorse in genere
Se l’azienda è un Flipper preparati al peggio.
Tutto questo crea la cosiddetta “Azienda Flipper”, con le palline che vanno a sbattere a destra e a sinistra senza nessun ordine. Potrebbero sembrare o essere effettivamente tutti indaffarati ma, se si andassero a verificare i risultati di tutta questa presunta attività, ci si accorgerebbe che sono quantitativamente pochi o scadenti in termini di qualità.
La prima cosa da fare, quindi, è chiedersi: c’è pieno e sincero accordo tra me e i miei soci o tra me e i miei responsabili intermedi?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima approfondire due concetti fondamentali, che hanno molto a che fare con la leadership di un individuo.
Il primo è che un vero leader sa ammettere i propri sbagli e di conseguenza sa prendersi le proprie responsabilità! 
Lo so, è dura da ammettere, ma dobbiamo esserne consapevoli: non siamo perfetti. E purtroppo l’imperfezione crea piccoli effetti collaterali chiamati “errori”.
Effetti collaterali che siamo abilissimi a notare quando a commetterli sono gli altri e un po’ meno quando a farli siamo noi. Avete presente la pagliuzza che vediamo nell’occhio altrui senza notare la trave che è nel nostro?
Nel prossimo articolo ti spiegherò punto per punto come sistemare la situazione!

 

———- Fabrizio Cotza

Immagine: Pressmaster/ 123RF Archivio Fotografico


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