Partiamo come al solito dalle basi, ovvero:


– Non si improvvisa. Prima di aprire un’attività dedicate un po’ di tempo a raccogliere dati ed informazioni riguardo al settore che vi interessa, a come vanno le altre attività simili, alla tendenza del mercato etc.
– Cercate di fare cose nuove. Aprire il classico ristorante, uguale a tutti gli altri (o studio dentistico, o agenzia immobiliare o quel che vi pare) è un autentico suicidio. Se c’è già e tu non offri niente di nuovo o migliore, perché dovrebbero venire da te?
– Affidatevi a professionisti seri. Lesinare sui compensi dei partner strategici (commercialista, architetto, consulente marketing etc.) significa perdere in futuro molti più soldi di quelli che si è (apparentemente) risparmiato. Troppe volte ho visto imprenditori fare errori clamorosi perché mal consigliati (o non consigliati per niente).
– Ricordatevi che quello dell’imprenditore è il lavoro più difficile al mondo, forse solo dopo il Selezionatore di Cobra. Andresti nella vasca piena di serpenti se non ti sentissi esperto in questo? Ecco, a maggior ragione non ci si può improvvisare imprenditori. Se non l’hai mai fatto bisogna che impari prima le basi (tipo qui).

Se tutte queste premesse ci sono allora puoi cominciare a prendere in considerazione l’idea di aprire una tua attività.
Vediamo quali sono le più consigliate.

1. Le persone compreranno sempre meno oggetti e prodotti nuovi. Quindi va bene tutto ciò che ha a che fare con l’assistenza o la riparazione. Sei bravo ad aggiustare le cose oppure ti arrangi a fare i lavoretti in casa? Allora puoi pensare di creare nella tua città un bel servizio di “riparatutto”. Tappezza i locali del tuo quartieri con volantini che dicano in poche parole cosa sai fare e fatti la tua clientela con un’offerta promozionale: quelli che ti chiameranno nel primo mese proporranno loro il prezzo che vogliono darti per quel lavoretto. Meglio accontentarsi all’inizio e farsi conoscere piuttosto che stare in casa a non fare nulla (questa frase può sembrare scontata, ma purtroppo solo in pochi la comprendono).

2. Unisci la creatività artigianale alla tecnologia digitale. Ho già parlato dei makers e dei FabLab, quindi non mi dilungherò oltre, ma sappi che il futuro è lì. Serve solo crederci e iniziare. Informati sul mondo delle stampanti 3D e sulle schede Arduino. Un domani (molto vicino) potresti essere tra i primi a saper fare quello che tutti vorranno. Immagina di essere nel 1980 e di decidere di fare un corso per creare siti internet…

3. Se sei già o vuoi fare il libero professionista ricordati che la competenza è indispensabile, ma non basta più. Devi unire doti relazionali e commerciali, ovvero devi pensarti come azienda e non come semplice erogatore di conoscenza. Per chi cerca solo informazioni c’è internet, ed è gratis.
Detto tra parentesi, questo concetto vale per tutti, anche per i dipendenti.

4. Funzioneranno tutte le attività legate al benessere della persona, soprattutto se ci si rivolge ad un target alto e benestante (fascia che è destinata a crescere, così come quella dei poveri). Chi ha denaro vuole acquistare salute e tranquillità. Soprattutto se non ne ha. La speculazione la lasciamo agli avvoltoi senza scrupoli, ma se hai le competenze per fornire reale benessere sappi che il tuo futuro è garantito. Conosco ottimi professionisti specializzati in discipline olistiche. Sono strapieni di lavoro.

5. Unite competenze diverse tra loro e create nuovi business che le coniughino. Quest’anno ho seguito personalmente 9 start-up, selezionate sulla base di questo fattore: complementarietà di competenze tra i soggetti coinvolti. Un ingegnere, con un botanico, un agronomo ed un commercialista. Oppure un sommelier con un giornalista ed un coltivatore diretto. O ancora un grafico pubblicitario, con un matematico ed un attore. Mix impensabili e vincenti, su cui scommetto sempre. A patto che sappiano dividersi responsabilità ed abbiano obiettivi condivisi.

6. Scendi a compromessi con un politico, prostituisciti intellettivamente o fisicamente (se puoi), paga mazzette, fai traffici illeciti, usa tecniche manipolative, inserisciti in qualche gruppo influente (meglio se occulto), fatti raccomandare o truffa senza pudore.
Questo ultimo punto l’ho messo per tutti coloro che quest’anno me lo hanno scritto come commento provocatorio o ironico, per rimarcare il fatto che siamo in Italia, e qui non basta essere creativi, innovativi, competenti o eccellenti. Io credo che questo sia vero solo in parte, ma il più delle volte sia usato come giustificazione dai mediocri per scaricare all’esterno responsabilità proprie. Ma l’ho scritto per accontentare anche loro. Per alcune persone è preferibile avere ragione piuttosto che realizzare i propri obiettivi.

Augh!
Sì, lo so, mi hanno copiato anche il saluto. Pazienza 😉

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